Auschwitz (Canzone del bambino nel vento), qui in versione live, Nomadi & Guccini, è un brano pubblicato nel 1967 all’interno dell’album Folk beat n.1, lo stesso di altri brani iconici come “Canzone per un’amica” e “Noi non ci saremo“. Come ogni brano di Guccini il testo è denso di metafore e profondi significati. Non per niente,
Piccola storia ignobile è una forte denuncia contro la società di allora. La canzone fa parte dell’album Via Paolo Fabbri 43, il settimo album di Guccini, pubblicato nel 1976. L’aborto e il bigottismo della società sono i temi affrontati in questo brano. Una denuncia sia verso le responsabilità che la figura maschile ricopriva di fronte a
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Il Centro Medico Polifunzionale Rehab di Chieri rappresenta oggi una delle realtà sanitarie più complete e innovative del territorio torinese. Fondato nel 2011, il centro ha conosciuto una crescita costante che lo ha portato, nel 2023, a trasferirsi in una sede più ampia e moderna in via Balbo 6. Questo cambiamento non è stato soltanto
Era il 2005 quando negli Stati Uniti veniva mandata in onda la prima puntata di una serie tv che sarebbe passata alla storia. Si tratta di Grey’s Anatomy, il medical drama più longevo di sempre di cui sono in corso le riprese della stagione n.° 19. La storia vede al centro le vicende della dottoressa
Tratta dal LP L’isola non trovata, questa canzone approfondisce la grande questione sul significato della vita. L’occasione è offerta dalla ricorrenza del compleanno: nasce così la riflessione sul senso del tempo che passa senza che si realizzi alcuna vera novità nella vita. Così appare chiaro che “negli anni eguale sempre è il problema” e che con
Canzone di notte 2 è “una canzone notturna, cioè pensata di notte… Questo non è un luogo comune, ma un tipo di ambiente e di vita, e soprattutto una certa Bologna…”. La notte tarda, i bar, le osterie sono il rifugio per gli amici che si ritrovano a bere e a chiacchierare, un rifugio dove
Amerigo è ispirata alla vita del prozio dell’autore, che era migrato in America in cerca di fortuna. “Era il fratello giovane di mio nonno Pietro. Lo ricordo biascicare un po’ di inglese. Si era rovinato la schiena in miniera, ma per me era un eroe del Far West, come quelli dei film”. Guccini considera Amerigo una delle sue
Primavera di Praga è una canzone in cui Guccini condanna i soprusi compiuti dai sovietici ai danni della libertà del popolo ceco, ed è il tema dominante. L’autore in particolare si focalizza sul suicidio-protesta dello studente di filosofia Jan Palach, che si svolse in Piazza San Venceslao, nel cuore antico della città di Praga. Primavera di
“Culodritto” è dedicata alla figlia Teresa, contenuta nell’album “Signora Bovary” del 1987, un album fortemente autobiografico. Il titolo si riferisce a un modo di dire del dialetto modenese, con cui Guccini ha voluto caratterizzare sua figlia da piccola, che camminava “a culodritto”, ovvero indispettita per qualcosa. Culodritto – Testo della canzone Ma come vorrei avere
Una canzone di Francesco Guccini contro la guerra, Il caduto, che narra la storia di un montanaro, strappato ai suoi boschi e mandato a morire, lontano, su una grande pianura. Testo della canzone Io, nato Primo di nome e di cinque fratelliUomo di bosco e di fiume, lavoro e di povertàMa uomo sereno di dentro,
“Scirocco”, uscita nel 1987 con l’album “Signora Bovary”. Il brano, musicalmente più complesso e ricercato rispetto alla maggior parte delle canzoni gucciniane, descrive un momento della vita di un amico di Guccini, il poeta Adriano Spatola. Scirocco – Il testo della canzone Ricordi, le strade erano piene di quel lucido sciroccoChe trasforma la realtà abusata
Bologna fa parte dell’album “Metropolis”, pubblicato nel 1981, qui la città in cui Guccini ha vissuto per moltissimi anni viene rappresentata simbolicamente in forma umana, come una “vecchia signora dai fianchi un po’ molli”, piena di contraddizioni, al contempo elegante e rude, un pò come i bolognesi… Bologna – Testo della canzone Bologna è una
Addio – Testo della canzone Nell’anno ’99 di nostra vitaIo, Francesco Guccini, eterno studentePerché la materia di studio sarebbe infinitaE soprattutto perché so di non sapere nienteIo, chierico vagante, bandito di stradaIo, non artista, solo piccolo baccellierePerché, per colpa d’altri, vada come vadaA volte mi vergogno di fare il mio mestiereIo dico addio a tutte
In L’atomica cinese Guccini narra l’esplosione di una bomba nucleare in Mongolia occidentale creando una nuvola che copre tutto e tutti: copre un continente, corre verso il mare, oscura il cielo e prosegue senza limiti, le onde sembrano fermarsi, si sente solo il silenzio di un cielo che non è mai stato così livido. Ma
Quattro stracci è una ballata folk-rock autobiografica che parla dell’amore per Angela, un amore ormai finito, secondo la canzone, a causa della troppa distanza tra la schiettezza dell’autore e certe superficialità fintamente intellettuali della donna un tempo amata. Testo della canzone E guardo fuori dalla finestraE vedo quel muro solito che tu saiSigaretta o penna nella mia
Shomèr ma mi-llailah? La canzone di Francesco Guccini si riferisce ad un passaggio del profeta Isaia, nel quale viene espressa in modo conciso l’attesa della fine del dolore e del Male, condizione tipicamente umana, e l’arrivo del nuovo giorno. Il titolo significa letteralmente Quanto resta della notte? e i versetti in questione sono Isaia 21, 11-12: Shomèr ma
La Canzone dei dodici mesi, è una delle tracce contenute nell’album Radici, datato 1972. Francesco Guccini descrive il trascorrere di un anno in un susseguirsi di mesi e stagioni, un viaggio ricco di riferimenti letterari. La canzone è una metafora della vita, con l’auspicio che il Tempo sia sempre un regalo. La canzone dei dodici mesi Testo della canzone
Non siamo, non siamo, non siamo.” “Quello che non…” riprende il tema affrontato già dal poeta Eugenio Montale, l’uomo che, nella società moderna, non è più dispensatore di verità ma di dubbi. Si arriva a toccare un nichilismo quasi totale. Resta evidente in Guccini il dolore causato da questa negatività, da questo “urlo che dice pian
Autogrill è la storia di un amore mancato, mai realizzato… solo immaginato. Profondamente malinconica, questa canzone lascia in bocca l’amaro, una sensazione che almeno una volta nella vita, tutti abbiamo provato. Parla di qualcosa di passeggero, un qualcosa di sfiorato, di non concreto, in un luogo, appunto l’autogrill, di passaggio. Racchiude il significato di vivere senza
Incontro parla di una vecchia e lontana amica che, tornata dal passato per raccontare la sua storia, scandisce il fluire della narrazione partendo dai tempi andati e da quel che ora, nel presente, non c’è più. In ambito cinematografico la canzone è stata particolarmente apprezzata, infatti è stata inserita nella colonna sonora del film Radiofreccia di Luciano Ligabue. Incontro di Francesco
Presente nell’album “D’amore di morte e di altre sciocchezze” del 1996, il brano di Francesco Guccini “Cirano” narra di un amore impossibile. Guccini immagina una lettera scritta da Cirano a Rossana. Nella canzone è presente il sentimento di esclusione dalla società materialista, tema presente in molte canzoni del cantautore e che ben si presta alla figura
Lettera, di Francesco Guccini è una canzone scritta e dedicata ad un suo amico morto da poco. Il suo amico si chiamava Franco Fortunato Gilberto Augusto Bonvicini, e per quel suo nome chilometrico pensò bene di farsi semplicemente chiamare Bonvi. Il testo narra del susseguirsi delle stagioni ed è una chiara metafora per indicare come la
Il brano “L’avvelenata” è uno dei più famosi di Guccini. Le parole del testo risultano essere uno sfogo del cantautore dopo una forte critica del giornalista Riccardo Bertoncelli, che accusò Guccini di aver scritto le canzoni di “Stanze di vita quotidiana” (album del 1974) in modo forzato e senza estro creativo. L’avvelenata di Francesco Guccini Testo


