Digiuno intermittente: lo schema più pratico

Digiuno intermittente: lo schema più pratico

Il digiuno intermittente è un tipo di dieta divenuto molto popolare negli ultimi tempi fra coloro che cogliono perdere peso ma non solo: è infatti considerata una “dieta della longevità”, in quanto è ritenuta molto benefica per lo stato di salute in generale.

Ci sono vari schemi di digiuno intermittente, detto anche “intermittent fasting”. Vediamo quello più diffuso e più semplice da mettere in pratica.

Che cos’è il digiuno intermittente

Il digiuno intermittente è un tipo di dieta alimentare che prevede l’assunzione di cibo solo in una determinata fascia oraria per poi praticare il digiuno per il resto della giornata.

Il digiuno è una pratica diffusa fin dall’antichità: era infatti conosciuta e praticata per gli effetti benefici sia sul corpo che sulla mente, in quanto il digiuno può avere effetti benefici su metabolismo, sulla perdita di peso e di conseguenza sulla salute in generale.

Il digiuno intermittente quindi non viene preso solo in considerazione da chi vuole dimagrire, ma anche da chi vuole prendersi cura del proprio corpo e della propria mente per un benessere generale.

Come funziona il digiuno intermittente

Il successo del digiuno intermittente, adottato da sempre più persone negli ultimi anni, è dovuto non solo ai risultati ottenibili ma anche alla facilità di applicazione alla propria vita quotidiana: non richiede grandi sforzi e non richiede di osservare una dieta specifica.

Lo schema 16:8 è il più facile da seguire, e apporta molti benefici oltre al dimagrimento.

I benefici sulla salute

Oltre alla perdita di peso, il digiuno intermittente apporta molti benefici alla salute in generale. Ecco i più inportanti:

  • innanzitutto riduce il rischio di diabete
  • migliora il sistema cardiocircolatorio, riducendo l’ipertensione
  • apporta un effetto anti-invecchiamento a livello cellulare, grazie al meccanismo dell’autofagia
  • spinge l’organismo a reagire con una risposta riparativa e rinforzante: attivando uno stimolo di tipo ormetico, ossia una stress fisico, le cellule avviano un processo di riparazione e autofagia nei confronti delle cellule danneggiate (dopo 20/24 ore di digiuno)
  • aumenta gli ormoni anabolici che influiscono sulla mobilitazione dei grassi
  • diminuisce l’infiammazione
  • migliora il livello di insulino-resistenza
  • comporta un calo dei livelli di glucosio 
  • mette in atto la lipolisi, caratterizzata dal catabolismo dei grassi
  • procura una scossa generale al metabolismo

Il digiuno intermittente per dimagrire

Ai fini del dimagrimento, il digiuno intermittente andrebbe comunque seguito sotto osservazione medica, nonostante il miglioramento del metabolismo e la perdita di peso lo rendano molto utilizzato da chi vuole perdere peso. Tuttavia bisogna considerare che l’astinenza prolungata dal cibo potrebbe essere una fonte di stress eccessivo per l’organismo con conseguenze negative sul metabolismo, come l’aumento del cortisolo. Meglio dunque rivolgersi a un medico specializzato. E’ consigliabile che un soggetto sano provi a seguirlo per un periodo limitato applicando lo schema 16:8, osservando attentamente le reazioni del corpo: una dieta sana ed equilibrata resta infatti sempre l’opzione migliore per dimagrire in quanto meno stressante e più sostenibile nel lungo termine.

Come funziona lo schema 16:8

Il digiuno intermittente 16:8 presuppone la divisione della giornata in due grandi fasce orarie, quella in cui si mangia e quella in cui si digiuna: 16 ore di digiuno e 8 ore in cui si può mangiare. A patto di optare per cibi sani e in quantità corrette, durante la fascia in cui si mangia si può mangiare di tutto, mentre in quella in cui si digiuna è consigliato bere acqua e tisane senza zucchero. Ecco tre opzioni che si possono seguire:

  • Opzione 1 – Mangiare dalle 12:00 alle 20:00, saltando la colazione e cenando presto, così da digiunare per tutta la notte e la mattina seguente
  • Opzione 2 – Mangiare dalle 10:00 alle 18:00, così da includere tutti e tre i pasti della giornata, ravvicinati.
  • Opzione 3 – Mangiare dalle 7:00 alle 15:00, concentrando i tre pasti in orari vicini, oppure saltando la cena, facendo una colazione e un pranzo abbondanti. Opzione consigliata per chi inizia a lavorare presto la mattina.

E’ consigliabile seguire lo schema 16 : 8 per 2 o 3 giorni a settimana, massimo 5, non è tutti i giorni.

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