L’ondata migratoria marocchina a Ceuta
Tra il 30 e il 31 luglio si è verificata la più grave ondata migratoria marocchina mai registrata a Ceuta: nella città spagnola autonoma sono arrivate in poche oltre 70mila persone dal Marocco, che hanno attraversato illegalmente il confine approdando nell’enclave spagnola. Un evento migratorio che ha sollevato interrogativi sulle cause e soprattutto sulle relazioni politiche tra Madrid, Rabat e addirittura Washington: si pensa che dietro l’improvvisa e incontrollata ondata migratoria ci siano le strategie di Donald Trump.
Oltre 70mila migranti dal Marocco a Ceuta
Migliaia di migranti marocchini tra il 30 e il 31 luglio sono approdati a Ceuta raggiungendo l’enclave spagnola a nuoto, aggirndo i frangiflutti o attraversando ardui tratti impervi della frontiera. L’esercito e la polizia spagnola sono intervenuti subito arginando l’ondata migratoria e respingendoli in Marocco: gran parte del migranti è rientarta autonomamente anche per la mancanza di alloggio e assistenza, mentre molte altre sono rimaste nella città alimentando tensioni fra gli 80mila abitanti.
I rimpatri sono avvenuti anche grazie a veloci accordi tra Spagna e Marocco, i quali hanno attribuito l’ondata migratoria a false informazioni sui scoial secondo le quali la Spagna secondo una recente sentenza della Corte Suprema non avrebbe potuto attuare respingimenti immediati e poi all’azione dei trafficanti di esseri umani. In sostanza il governo marocchino avrebbe attribuito la responsabilità a “mafia, disinformazione e fraintendimento”.
Gli interrogativi sull’ondata migratoria a Ceuta
Nonostante le spiegazioni da parte dei due governi spagnolo e marocchino, restano tuttavia aperti moltissimi interrogativi sulla vicenda: ci so chiede ad esempio per quale motivo inizialmente le forze marocchine abbiano permesso a gruppi di migliaia di persone di avanzare verso la frontiera senza opporre loro resistenza. Questa sarebbe la ragione epr cui si è cominciato a pensare a una orchestrazione dall’interno, peraltro in concomitanza, il 30 luglio, con i festeggiamenti per l’incoronazione del re Mohammed IV e con la festa nazionale del Marocco.
Le testimonianze dei migranti marocchini
Alcuni migranti marocchini a Ceuta avrebbero dichiarato di essere stati addirittura indirizzati dalle forze di polizia marocchine verso la frontiera, indicando loro pure la giusta direzione. Non solo: la Guardia Civil spagnola avrebbe individuato tra i migranti alcuni agenti dei servizi dell’intelligence marocchina in abiti civili camuffati da migranti, per coordinare e osservarne la fuga. Dichiarazioni che, se vere, metterebbero in dubbio le affermazioni del governo marocchino.
Chi ha mosso i fili dell’ondata migratoria a Ceuta?
Secondo il quotidiano spagnolo The Objective, ad architettare l’operazione potrebbe essere stato l’attuale vicerè del Marocco, Fouad Ali El Himma, Consigliere e amico personale del re Mohammed VI sin dai tempi del Colegio Real, ex alto dirigente del Ministero dell’Interno e fondatore nel 2008 del Partito Autenticità e Modernità (PAM): obiettivo, sfruttare l’ondata migratoria con il duplice obiettivo: indebolire il Governo di Aziz Akhannouch e rafforzare la posizione del PAM in vista del voto del 23 settembre.
La mano di Trump sulla crisi migratoria
Tuttavia c’è chi sostiente che sull’ondata migratori a Ceuta potrebbe esserci anche la mano di Donald Trump: l’avvicinamento del Partito Repubblicano al Marocco sarebbe in linea con la disponilibiltà di Rabat a fare tutto il necessario per rafforzare la propria relazione con Washington: dal riconoscimento di Israele al permettere che il porto di Tangeri venga utilizzato da navi che trasportano armamenti, dal dare il nome di Donald Trump a una strada nel Sahara occidentale al collaborare militarmente ovunque venga richiesto. Mentre per Washington la Spagna di Pedro Sanchez sarebbe divntata scomoda in base ai temi come il conflitto a Gaza, la spesa per la NATO e il riconoscimento della Palestina. Per questo motivo Washington, seppure pensi che il Marocco utilizzi periodicamente l’immigrazione clandestina come strumento di pressione, non ha la volontà politica di sostenere Madrid contro Rabat.
