Luigi Ghirri e il suo mondo
A Luigi Ghirri è dedicata la mostra “Felicità” che si terrà negli spazi della Thomas Dane Gallery di Londra fino al 9 maggio 2026: una rassegna in centrata su uno dei fotografi più influenti del secondo Novecento curata dal regista Luca Guadagnino e dall’artista Alessio Bolzoni. Ne viene fuori un Ghirri inedito non solo fotografo: nelle opere mai esposte prima e pubblicate c’è una narrazione distintiva del suo approccio fotografico anticipatore.
Luigi Ghirri e la fotografia
Luigi Ghirri è uno dei maggiori fotografi italiani del Novecento che ha rotto i codici della fotografia di quegli anni creando un’estetica dell’immagine destinata a innovare radicalmente la cultura fotografica dell’epoca. Celebri e identitari della sua estetica i paesaggi color pastello della provincia, il suo punto privilegiato da cui osservare il mondo, con la peculiare capacità di catturare il paesaggio, un banale dettaglio o una spiaggia romagnola influenzando lo sguardo di intere generazioni presenti e future.
Alla fotografia affianca attraverso la parola scritta un percorso di riflessione sul senso dell’immagine: sessantanove testi in diciannove anni che rappresentano affermazione poetica e argomentazione esistenziale.
Chi è Luigi Ghirri
Luigi Ghirri è nato a Scandiano il 5 gennaio 1943, in provincia di Reggio Emilia. Geometra per lavoro, inizia a fotografare nel 1969 e per tutti gli anni Settanta compone serie evocative su vari temi:. Entra in contatto con Massimo Mussini e Arturo Carlo Quintavalle iniziando a collaborare proficuamente con lo CSAC che tuttora conserva la più ampia raccolte di sue stampe originali. Sarà proprio lo CSAC a dedicargli nel 1979 un’ampia rassegna delle sue opere che rappresenterà il punto di svolta.
In quel periodo prosegue la sua ricerca sul paesaggio e l’architettura, stringendo amicizie e collaborazioni con artisti e intellettuali come Ermanno Cavazzoni, Gianni Celati, Antonio Tabucchi, Lucio Dalla.
E’ il momento in cui realizza originali imprese collettive coinvolgendo altri fotografi attivi sulla descrizione del paesaggio italiano: fra le opere di questo periodo, Viaggio in Italia (1984) e Esplorazioni sulla Via Emilia (1986).
Il “Viaggio in Italia” di Luigi Ghirri
“Viaggio in Italia“, progetto ideato da Luigi Ghirri e curato anche da Gianni Leone ed Enzo Velati, è una pietra miliare della fotografia italiana, un vero e proprio manifesto della scuola del paesaggio di quegli anni. Il progetto consta di un libro e di una mostra itinerante che raccoglieva immagini di autori italiani, per la maggior parte, e autori stranieri: fra loro, Giannantonio Battistella, Olivo Barbieri, Shelley Hill, Carlo Garzia, Mario Cresci, Vittore Fossati, Cuchi White, Umberto Sartorello, Gabriele Basilico, Mimmo Jodice e molti altri ancora.
Ancora nel 2024, a trentadue anni dalla scomparsa di Ghirri avvenuta a Reggio Emilia il 14 febbraio 1992, la casa editrice Quodlibet pubblica il facsimile del libro Viaggio in Italia, diventato nel frattempo introvabile se non a prezzi elevati sul mercato dei collezionisti, accompagnato da un fascicolo di 48 pagine con un saggio sulla genesi e la fortuna critica di Viaggio in Italia.
La fotografia di architettura
Su stimolo di Vittorio Savi, dal 1981 Luigi Ghirri comincia a interessarsi di architettura del territorio: fotograferà per lo stesso Vittorio Savi, Paolo Zermani e Aldo Rossi, e in questo periodo stringerà anche amicizia con lo scrittore Gianni Celati.
I suoi paesaggi sono sospesi, per certi versi metafisici, spesso privi di figure umane ma non dell’intervento dell’uomo. A distinguere la sua poetica, l’uso di colori delicati. Di notevole spessore gli scatti dello studio bolognese di via Fondazza del pittore Giorgio Morandi. Ghirri diventa anche autore di copertine di numerosi album per la RCA sia di musica classica che di artisti italiani, fra i quali Lucio Dalla, Gianni Morandi, Luca Carboni e gli Stadio.
Luigi Ghirri manca improvvisamente nel 1992, ad appena 49 anni, a causa di un infarto nella casa di Roncocesi, frazione di Reggio Emilia, dove si era stabilito da qualche anno.
