L’Intelligenza Artificiale e i rischi per l’umanità
L’Intelligenza Artificiale “potrebbe diventare una minaccia esistenziale per l’umanità”. A lanciare l’allarme è l’ONU per voce del suo Alto Commissario per i diritti umani, Volker Turk, durante il Consiglio per i diritti umani dell’Onu che si è svolto a Ginevra il 7 settembre. E a lui si sono uniti altri numeri uno del settore.
L’Intelligenza Artificiale minaccia per l’umanità
L’ Intelligenza Artificiale, la cosiddetta AI, potrebbe diventare una seria minaccia per l’intera umanità: “Condivido le preoccupazioni di esponenti dell’industria secondo cui l’IA avanzata potrebbe rappresentare un rischio esistenziale per l’umanità -, ha detto Türk in occasione dell’ultimo Consiglio Onu per i diritti umani -. Chiedo oggi che venga compiuto ogni sforzo per mettere in atto garanzie ferree sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale“, ha affermato. In questa direzione ha dichiarato il suo impegno a scrivere direttamente alle aziende impegnate nello sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale più avanzati per chiedere loro di adottare le misure necessarie a limitarne i rischi. Volker Turk auspica inoltre che i Paesi che ospitano le principali aziende per lo sviluppo dell’AI concordino alcune linee rosse comuni.
I sistemi di sviluppo dell’Intelligenza Artificiale
Quello dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale è un vero e proprio ecosistema globale che include aziende tecnologiche, grandi data center, fornitori di servizi cloud, infrastrutture energetiche, produttori di semiconduttori in diversi Paesi del mondo.
Un’immensa struttura globale e internazionali che rende complesso istituire una policy legata ai rischi attraverso le singole legislazioni nazionali.
L’allarme lanciato da Jacob Coxon su l’AI
All’allarme di Volker Turk si è aggiunto più recentemente quello di Jacob Coxon, ex ricercatore di Anthropic e in precedenza di OpenAI, appena dimessosi dai suoi incarichi denunciando la pericolosa corsa allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale: il ventisettenne ricercatore sostiene che all’interno degli stessi laboratori deputato allo sviluppo dell’AI le persone che ci lavorano siano “spaventate” e chiedano regole per arginare la competizione. Allo stesso tempo il CEO di Anthropic Dario Amodei ha chiesto di rallentare lo sviluppo e di stabilire a livello internazionale delle regole fra i vari Paesi coinvolti nello sviluppo. Le imprese sarebbero dunque perfettamente consapevoli dei rischi che potrebbe causare l’aumento delle capacità dell’Intelligenza Artificiale.
L’appello di Dario Amodei
Sulla stessa linea di Jacob Coxon sarebbe l’attuale numero uno di Anthropic Dario Amodei ha lanciato un appello: “Dobbiamo rallentare il ritmo con cui miglioriamo le capacità dei modelli di Intelligenza Artificiale”, invitando i dipendenti a rallentarne lo sviluppo. Questo non significa interrompere l’addestramento o congelare il progresso tecnologico, quanto lasciare del tempo affinchè anche sicurezza, monitoraggio e comprensione dei sistemi tengano il passo con lo sviluppo.
I rischi dell’AI secondo Sam Altman
Anche secondo l’amministratore delegato di OpenAI Sam Altman occorre tenere sotto controllo i rischi legati allo sviluppo dei sistemi più avanzati. Altman è intervenuto nel dibattito spiegando che ci sono “due modi in cui il progresso dell’AI potrebbe andare molto male” e che quindi bisogna evitare. Il primo rischio sarebbe quello di “perdere il controllo del futuro a favore dell’Intelligenza Artificiale”. L’AI, secondo Altman, “deve sempre restare al servizio delle persone”, per cui occorre fare in modo che le tecniche di sicurezza siano più avanzate rispetto alle potenzialità dei modelli e che siano allineate a livello internazionale.
Il secondo rischio sarebbe quelle di “costruire un mondo con un’eccessiva concentrazione del potere“: un sistema di intelligenza artificiale particolarmente potente potrebbe essere utilizzato da una singola persona, da un’azienda o da un Paese per imporre la propria visione del mondo, con conseguenze “estremamente distopiche”. Altman auspica quindi che le aziende americane impegnate nello sviluppo dell’AI agiscano responsabilmente, specie ora che i progressi stanno accelerando vertiginosamente. Per questo ritiene buona cosa l’introduzione di regole comuni e standard condivisi fa aziende e Paesi su monitoraggio e sicurezza. In questa direzione il numero uno di OpenAI auspica il sostegno di tutti i governi per il coordinamento internazionale.
