Il ritorno del cervo topo

Il cervo topo è ricomparso. Dopo trent’anni dalla sua ultima apparizione che fece pensare all’estinzione della specie, cinque anni fa il cervo topo è stato avvistato nelle foreste del Vietnam. Ma chi è veramente questo animale selvatico dal dorso argentato ricomparso improvvisamente nella giungla orientale, sorpreso da alcune telecamere nascoste?
Il cervo topo e la famiglia di Tragulidi
Il cervo topo appartiene innanzitutto alla famiglia dei Tragulidi, una specie di erbivori ungulati di piccole dimensioni, molto numerosa nei tempi remoti come indicano i fossili ritrovati. Il cervo topo avvistato in Vietnam appartiene alla specie del tragulo dal dorso argentato, il Tragulus versicolor, delle dimensioni di un coniglio e in realtà privo di corna. Per cibarsi utilizza i lunghi incisivi, che ai maschi servono anche per imporsi sui rivali nella conquista del territorio. A classificarne la specie per la prima volta fu lo zoologo britannico Michael Rogers Oldfield Thomas, nel 1910: da allora l’ultimo avvistamento risaliva al 1990 da parte di un cacciatore che ne uccise un esemplare nelle jungle tropicali dove la specie era solita vivere furtivamente: del cervo topo non si conoscono le abitudini, in quanto il fatto che per decenni non se ne avvistasse uno aveva fatto pensare all’estinzione della specie a causa del bracconaggio.
L’avvistamento in Vietnam
Grazie alle telecamere situate in alcuni punti della jungla vietnamita da parte degli operatori conservazionisti della Global Wildlife Conservation, è stato invece constatare che la specie non si è affatto estinta, quanto meno quella del tragulo dal manto argentato. In un arco temporale di circa otto mesi sono stati raccolti 275 avvistamenti in 72 momenti distinti che tuttavia non sono in grado di calcolare il numero di esemplari presenti in quell’area: le immagini potrebbero appartenere a pochissimi esemplari o addirittura allo stesso animale, ma il fatto che dopo 30 anni se ne sia avvistato uno dimostra che sia sopravvissuto almeno un nucleo famigliare in grado di riprodursi.
Le caratteristiche del cervo topo
Il cervo topo è uno degli animali più misteriosi e schivi del pianeta: vive solitario rifugiandosi nelle radure, motivo per cui è molto difficile avvistarlo. Come detto appartiene alla famiglia dei Tragulidi che comprende dieci specie di piccole dimensioni, e vive preferibilmente nei territori dell’Africa Settentrionale o dell’Asia Meridionale, caratterizzati da clima mite. Sono caratterizzate da zampe lunghe con zoccoli, da cui deriva la similitudine con i movimenti del cervo, e da zanne altrettanto lunghe che per certi versi richiamano l’aspetto dell’ornitorinco. Le sue dimensioni possono variare: il suo peso va dai 4 ai 33 chili nel caso della specie del cervo topo d’acqua, la specie più grande. Nessun esemplare supera tuttavia le dimensioni di un cane di piccola taglia. Non supera i 30 centimetri di altezza, il colore del pelo è tendente al rossastro, con il manto del dorso tendente al bianco argentato e il ventre più chiaro. I maschi sono caratterizzati da lunghe zanne che escono dalla bocca, utili alla conquista del territorio e al predominio anche nel caso della riproduzione. Si tratta di un animale erbivoro che si nutre quindi di bacche e di foglie e che si muove per lo più durante la notte, mentre di giorno riposa. Si tratta di un piccolo mammifero d’indole mansueta, nonostante i maschi tendano a battere ripetutamente gli zoccoli in caso di temuto pericolo: essendo infatti di piccole dimensioni e privo di corna, il cervo topo è una delle principali prede di molti altri animali. Per questo motivo tende a stare nascosto nell’arco della giornata, a essere solitario e a unirsi ai suoi simili solo durante il periodo dell’accoppiamento. Una curiosità: la femmina tende a essere quasi sempre incinta, in quanto tutti i componenti delle specie possono accoppiarsi di nuovo a poche ore da un parto.