Casa Leopardi e gli affreschi recuperati
Casa Leopardi, la dimora di Recanati in cui nacque il celebre poeta Giacomo, ha rivelato un ciclo di affreschi della fine del Cinquecento rimasto celato.
La scoperta è avvenuta durante i lavori di ristrutturazione e consolidamento di uno dei locali della Biblioteca in cui Giacomo Leopardi si formò da giovanissimo, in mezzo agli oltre 20.000 volumi raccolti e custoditi dal padre.
Gli affreschi di Casa Leopardi
La scoperta del ciclo di affreschi ha aggiunto una pagina importante alla storia di Casa Leopardi.
I lavori di consolidamento hanno portato alla luce sotto tre strati di intonaco aggiunti in anni successivi e sotto una decorazione ottocentesca realizzata su fogli di giornali, due livelli di decorazione risalenti a epoche diverse.
Il livello più antico è databile agli inizi del XVI secolo, e consiste nella rappresentazione di un tessuto damascato; l’altro consiste in una complessa architettura con finte nicchie, cariatidi e scene figurate, tra le quali spicca una Cacciata dal Paradiso terrestre in mezzo a scene di vita rurale e di caccia. Al di sopra la cornice superiore mostra una veduta marina con una nave che riporta il motto biblico “In te confido”, con l’allegoria della Fortuna, scene di caccia e pellegrinaggio in un paesaggio molto simile a quello appenninico.
L’intervento di restauro a Casa Leopardi
La decisione di coprire gli affreschi si stima risalire al 1841, qualche anno dopo la morte di Giacomo Leopardi: si pensa pertanto che il poeta, morto nel 1837, abbia potuto vederli prima che venissero coperti.
L’intervento di restauro per riportare alla luce gli affreschi è stato molto lungo, come racconta la contessa Olimpia Leopardi, discendente del poeta: “Abbiamo dato il via ai lavori nel 2024, e come da prassi, iniziammo facendo dei saggi sulle pareti; sapevamo già che sotto la pittura più recente ci fosse un semplice decoro ottocentesco ed era nostra intenzione, in accordo con la Soprintendenza, riportarlo alla luce. Quello che invece non potevamo immaginare era di imbatterci in nuovi colori, tanto brillanti quanto inaspettati”.
Le difficoltà hanno riguardato la rimozione degli strati di intonaco sovrapposti nel corso dei secoli successivi, con il rischio che le picconature potessero danneggiare i dipinti sottostanti. Il ciclo di affreschi si trova nella Sala degli Antichi, all’interno della celebre Biblioteca, che così è stata restaurata e ora riaperta al pubblico. La Sala degli Antichi è ora uno spazio rinnovato, restituito alla propria originaria identità storica e artistica, che valorizza il percorso della visita alla Biblioteca.
La Biblioteca di Casa Leopardi
La Biblioteca di Casa Leopardi era il fulcro intorno al quale si svolgeva la vita quotidiana di buona parte della famiglia leopardi. Si deve all’opera di Monaldo, padre del poeta, che fin dall’adolescenza iniziò a raccogliere libri radunando un patrimonio eccezionale per l’epoca. In questa Biblioteca Giacomo studiò insieme ai fratelli Carlo e Paolina, proprio sotto la guida attenta del padre.
L’idea di Monaldo di costituire una biblioteca per i suoi figli lo spinse nel 1812 ad aprire la sua “libreria” anche agli amici e ai cittadini recanatesi, come recita la lapide conservata nella seconda sala: “Filiis amicis civibus Monaldus de Leopardis Bibliothecam Anno MDCCCXII”.
La Biblioteca conserva i 20.000 volumi iniziali raccolti da Monaldo Leopardi, come attestano le schede di catalogazione compilate da Monaldo stesso e dai suoi figli.
Casa Leopardi include anche il Museo e l’Abitazione: l’Abitazione con i saloni privati del palazzo, il giardino che ispirò i versi de Le ricordanze e gli appartamenti del poeta ;il Museo che raccoglie il patrimonio di oggetti, documenti e scritti appartenuti a Giacomo Leopardi e alla sua famiglia.
Il poeta vi nacque il 29 giugno 1798 e vi soggiornò fino al 1830. Giacomo Leopardi morì a Napoli il 14 giugno 1837, pochi giorni prima del suo trentanovesimo compleanno.
