Le caravelle portoghesi: che invasione!
Le caravelle portoghesi hanno invaso le spiagge dei Paesi Baschi: a inizio agosto la balneazione è stata sospesa tra le località di Bizkaia e Gipuzkoa a causa di una vera e propria invasione sui bagnasciuga di questi temuti organismi marini di colore blu-violaceo simili a meduse che sono particolarmente urticanti e in alcuni casi anche letali per l’uomo.
Gli avvistamenti delle caravelle portoghesi
Sulle spiagge di Biscaglia, e lungo le spiagge di Zarautz, è stata vietata la balneazione con la raccomandazione di fare molta attenzione. Molte persone infatti sono state punte da questi organismi, e addirittura una donna di 58 anni è stata portata in ospedale in ambulanza. Pertanto la raccomandazione del governo è stata quella di evitare di nuotare in presenza di meduse o di caravelle, e di fare attenzione anche a non calpestarle sulla spiaggia.
Cosa sono le caravelle portoghesi
Le caravelle portoghesi vengono spesso scambiate per meduse, alle quali apparentemente assomigliano. In realtà si tratta di un sifonoforo, cioè una colonia di piccoli animali marini chiamati zoidi che vivono insieme me se fossero un unico grande organismo. Sono come dei piccoli polipi i cui tentacoli causano un dolore fortissimo all’uomo lasciandogli delle vere e proprie piaghe e, in casi rari, causando delle forti reazioni allergiche che possono rivelarsi anche letali anche quando sono spiaggiate.
Da dove arrivano
Il loro nome scientifico è Physalia physalis e sono originarie delle acque calde dell’Oceano Atlantico. Purtroppo la loro presenza si segnala sempre più frequentemente vicino alle coste europee: vengono trasportate da vento e correnti, e stanno comparendo di nuovo anche lungo le spiagge del sud degli Stati Uniti, del Texas alla Florida, spinte dalle correnti nelle acque del Golfo del Messico. Numerosi esemplari spiaggiati sono stati rinvenuti anche in Alabama, dove i bagnini hanno diramati il divieto di balneazione.
Simili alle meduse
Pur assomigliandole, la caravella portoghese non è una medusa. E’ una colonia di organismi geneticamente identici che funzionano come un unico grande essere vivente. Ogni parte ha un compito specifico: secondo la National Oceanic and Atmosphere Administration, a ognuna è affidato un compito come galleggiare, nutrirsi, cacciare le prede, riprodursi. I tentacoli possono arrivare a essere lunghi anche dieci metri e contengono cellule urticanti in grado di immobilizzare le prede come crostacei e piccoli pesci.
Vive in acque tropicali e subtropicali trasportata dal vento grazie a una sorta di vela che sporge dalla superficie. Ma quando le condizioni climatiche cambiano, può accumularsi sulle coste. In Europa ciò accade di raro, e nel caso soprattutto lungo le coste occidentali come la Spagna e, occasionalmente, l’Italia.
Caravella portoghese: l’origine del nome
Il nome proviene dal suo aspetto, che ricorda appunto quello dei velieri con la vela latina introdotte proprio dai portoghesi intorno al 1400, come la Nina, la Pinta e la Santa Maria di Cristoforo Colombo. Il nome scientifico è Physaliaphysalis, e si distingue dalle meduse per essere priva di un apparato di locomozione: si sposta infatti utilizzando l’energia del vento e delle correnti. Inoltre la vescica ricca di gas le consente di galleggiare. In caso di vento favorevole è capace di percorrere tra i 15 e i 28 chilometri al giorno.
La caravella portoghese può tuttavia sgonfiare lo pneumatoforo per inabissarsi per un breve periodo: è così che sfugge ai suoi predatori come le tartarughe e alcuni nudibranchi velenosi che sfruttano il suo veleno per sintetizzare il loro.
