Il pattinaggio artistico e i suoi scandali
Il pattinaggio artistico colleziona numerosi scandali celebri che sono passati alla storia, portando anche alla ribalta la stessa disciplina del ghiaccio. E ora con le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 ormai alle porte, ci si chiede se gli atleti verranno coinvolti ancora una volta in uno scandalo internazionale che passerà alla storia.
Il pattinaggio artistico e le sue controversie
La domanda è: perchè il pattinaggio artistico suscita così tante controversie rispetto ad altre discipline?
Innanzitutto il pattinaggio di figura è una disciplina troppo soggettiva, con un sistema di punteggio il più delle volte incomprensibile anche agli stessi giudici di gara. Inoltre, come per molti altri sport che vivono di notorietà mondiale fondamentalmente durante le Olimpiadi, i pattinatori si allenano duramente per quattro anni per giocarsi tutto in una manciata di minuti sotto i riflettori olimpici.
Se si aggiunge anche la politica internazionale, allora si hanno gli elementi perfetti per un dramma cinematografico.
Il primo scandalo alle Olimpiadi del ’36
Il primo scandalo del pattinaggio artistico risale alle Olimpiadi invernali di Berlino del 1936 e a una delle protagoniste della disciplina sul ghiaccio, la norvegese Sonja Henie, famosa prima per aver divulgato il pattinaggio alle masse e poi anche attraverso Hollywood. Sonja Henie, cresciuta con la danza classica, ebbe l’idea di incorporare la danza nelle coreografie delle sue acrobazie sul ghiaccio, di indossare gonne corte e pattini bianchi rendendo il pattinaggio artistico subito glamour per quegli anni. La pattinatrice norvegese divenne tuttavia famosa anche per i suoi risultati: a oggi è la pattinatrice più titolata di sempre con dieci titoli mondiali e tre olimpici. Ma l’altro motivo per cui è passata alla storia, è lo scandalo che la lega ad Adolf Hitler: proprio alle Olimpiadi invernali di Berlino, nel 1936, pattinò a fianco del Furher, fece il saluto hitleriano e gli strinse la mano, a tal punto che si chiacchierava di una relazione sentimentale fra i due. Pare che oltre ad essersi congratulato con lei a bordo pista per il titolo olimpico e ad aver pranzato insieme, Hitler le scrisse una lunga dedica su una foto autografata. A dar credito alle voci, fu poi il fatto che durante l’occupazione nazista della Norvegia la casa della famiglia Henie non fu toccata.
Lo scandalo Harding/Kerrigan nel 1994
Lo scandalo più recente e di maggiore risonanza mondiale del pattinaggio artistico fu quello fra le pattinatrici statunitensi Nancy Kerrigan e Tonya Harding, rivali di lunga data. Due giorni prima dei campionati statunitensi del 1994 che avrebbero assegnato i posti nella squadra olimpica di Lillehammer o Nancy Kerrigan fu colpita con un bastone sul ginocchio da uno sconosciuto mentre stava andando verso il suo armadietto. Ovvio il motivo: Kerrigan stava oscurando Tonya Harding, che ambiva a vincere l’oro a Lillehammer e che così vinse il titolo nazionale assicurandosi anche il posto nella squadra olimpica. Fu necessario l’intervento dell’FBI che da subito sospettò del coinvolgimento di Harding insieme al marito Jeff Gillooly e alla guardia del corpo Shawn Eckardt, che una settimana dopo l’aggressione confessò il coinvolgimento. Intanto il Comitato olimpico ammise entrambe alla gara: il programma femminile attirò oltre 110 milioni di pubblico televisivo. Kerrigan perse l’oro per un decimo di punto a favore dell’ucraina Oksana Baiul, mentre Harding, al culmine della tensione per l’indagine in corso e l’attenzione dei media, in seguito alla rottura del laccio sul ghiaccio ebbe una crisi di pianto e finì all’ottavo posto. Poco prima dei Mondiali venne dichiarata colpevole di associazione a delinquere finalizzata a ostacolare l’azione penale, con condanna a tre anni di libertà vigilata, una multa di 160.000 dollari e a 500 ore di servizi sociali.
