Lucera, perla segreta della Puglia
Lucera è una vera e propria perla della Puglia ai più sconosciuta: città d’arte situata sulla distesa del Tavoliere sotto i monti Dauni, Lucera è innanzitutto la fortezza medievale più grande d’Europa, con un centro storico ricchissimo di palazzi nobiliari. Una città apparentemente lontanissima amata da scrittori, viaggiatori, poeti e registi, che oggi è raggiungibile attraverso i voli diretti su Foggia da città come Milano, Torino e Bergamo. Una località che vale la pena visitare per scoprirne le bellezze.
Lucera, “austerità e bellezza”
Lucera fece da location al celebre film di Massimo Troisi Le vie del signore sono finite. Il regista napoletano era rimasto colpito dall”austerità e la bellezza“, elementi che ricercava per la realizzazione della sua pellicola cinematografica e che trovò condensati in piazza Duomo. Vediamo dunque com’è Lucera e cosa val la pena visitare.
La fortezza svevo-angioina
La fortezza svevo-angioina sorge sulla sommità del Colle Albano, ed è uno un’immenso spiazzo vuoto circondato da quasi un chilometro di mura. In età svevo-angioina, per l’appunto, vi sorgeva uno dei palazzi di Federico II, che venne poi inglobato nella cittadella militare da Carlo I d’Angiò. Come detto ne restano solo le mura di cinta, ma vale la pena una visita per sentirne il magnetismo della storia. Da qui si può godere anche di uno spettacolare panorama sul Tavoliere delle Puglie dal camminamento della ronda. Insieme al Castello di Enna è la più grande fortezza d’Italia e qui fu girato Il soldato di ventura (1976), la parodia della Disfida di Barletta con Bud Spencer nei panni di Ettore Fieramosca.
A Lucera il Museo di Archelogia Urbana di Giuseppe Fiorelli
La storia di Lucera è ben custodita e rappresentata all’interno del Museo di Archeologia Urbana Giuseppe Fiorelli. Tutti reperti si trovano all’interno delle stanze di un antico palazzo nobiliare: fra i tesori della sua collezione, ritratti romani in terracotta tra i quali il busto di Proserpina che Umberto Eco cita in prima pagina nella sua Storia della bellezza, una Venere in marmo, il pavimento musivo a scene marine che ornava le terme di piazza Nocelli, rare ceramiche invetriate saracene del Duecento quando Lucera accolse la più grande colonia araba d’Europa.
La Chiesa di San Francesco d’Assisi
Semplice e austera come tutte le chiese francescane, quella di Lucera si distingue per l’abside, impreziosita da affreschi medievali su cui è riconoscibile una Crocifissione. Da notare anche la bifora in gotico che incornicia una nicchia con l’Annunciazione del 1300 che secondo una rarissima iconografia rappresenta Dio Padre con il Bambino tra le mani a indicare il mistero dell’Incarnazione.
Sotto l’altare maggiore, in un’urna di vetro, è esposto il corpo del santo di Lucera, frate Francesco Antonio Fasani canonizzato da Giovanni Paolo II, che nel 1987 venne qui a venerarne le spoglie.
Il Teatro Garibaldi, gioiellino di Lucera
Il Teatro Garibaldi, chiamato semplicemente “il Garibaldi”, rappresenta una copia in miniatura del Teatro Petruzzelli di Bari. E’ possibile visitarlo anche nei giorni in cui non c’è spettacolo: si trova all’interno di Palazzo Mozzagrugno che è anche sede del Municipio. E’ un teatro all’italiana in stile neoclassico, con la sala a ferro di cavallo, una galleria per circa 700 spettatori, due ordini di palchi, velluti rossi d’ordinanza, statue e stucchi, e una volta affrescata di celeste con muse adagiate sulle nubi.
L’anfiteatro romano di Lucera
Ai margini del centro storico, si trova l’anfiteatro augusteo, perfetto nella sua ellisse, che rappresenta il fulgore della Lucera romana. E’ più antico del Colosseo e ha dimensioni davvero imponenti: ospitava tra i 16.000 e i 18.000 spettatori e, dopo l’abbandono con la caduta dell’impero, fu utilizzato come cava di pietre: progressivamente si interrò fino a essere riportato alla luce tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento. Oggi viene utilizzato per spettacoli teatrali, concerti e spettacoli storiche.
