Decreto Sicurezza 2026: le novità
Il Decreto Sicurezza 2026 è un nuovo pacchetto sicurezza proposto dal governo italiano guidato da Giorgia Meloni che, a sei mesi dalla conversione in legge del primo decreto proposto allo stesso governo, contiene ulteriori misure di restrizioni su determinati temi quali, in particolare, l’immigrazione, la violenza fra minorenni, la tutela delle forze dell’ordine e la limitazione delle proteste.
Perchè il Decreto Sicurezza 2026
Il Decreto Sicurezza 2026 contiene alcuni provvedimenti su determinati temi, emersi anche da recenti fatti di cronaca che hanno attirato l’attenzione dell’opinione pubblica quali le violente aggressioni alla stazione Termini di Roma, i due omicidi di Bologna e Milano, l’accoltellamento e l’uccisione di un ragazzo in una scuola di La Spezia, l’aggressione a un esponente delle Forze dell’ordine durante la manifestazione a difesa del centro sociale di Askatasuna.
Cosa prevede il Decreto Sicurezza 2026
I provvedimenti contenuti nel nuovo Decreto Sicurezza 2026 riguardano furto, violenza giovanile, divieto di portare coltelli, manifestazioni e proteste, tutela delle forze dell’ordine in servizio, blocco navale, espulsioni e rimpatri. Vengono inoltre introdotti anche i provvedimenti per Paese terzo sicuro e anche un nuovo illecito per chi non si ferma all’alt delle forze dell’ordine.
Il furto nel Decreto Sicurezza
Il Decreto Sicurezza 2026 prevede la reintroduzione della procedibilità d’ufficio per il reato di furto aggravato, con inasprimento delle pene per il furto in abitazione (da sei a otto anni) e per il furto con strappo, l’ arresto in flagranza differita per il furto in abitazione.
I provvedimenti per la violenza giovanile
I minorenni sono uno dei temi centrali del nuovo decreto, che prevede l’ampliamento della lista dei reati per i quali si può applicare l’ammonimento del questore nei confronti di minorenni dai 12 ai 14 anni: ipotesi di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia se commessi con l’uso di armi o di strumenti atti a offendere dei quali è vietato il possesso.
Il decreto stabilisce anche il divieto di vendita di coltelli a minori, con pene previste anche per gli esercenti . È poi prevista la possibilità di arresto facoltativo in flagranza, quindi l’adozione di una misura cautelare anche nei confronti dei minori per il porto illecito di coltelli e di altri strumenti pericolosi.
Il divieto di portare coltelli riguarda gli strumenti con lama flessibile, acuminata e tagliente di lunghezza superiore a cinque centimetri, a scatto o a farfalla, facili da nascondere e di uso frequente: per tale reato è prevista la reclusione da uno a tre anni., mentre la reclusione da sei mesi a tre anni è prevista per strumenti dotati di lama affilata o appuntita di lunghezza superiore a otto centimetri.
Le manifestazioni di protesta nel Decreto Sicurezza 2026
Il nuovo testo prevede anche delle misure che limitano le proteste attraverso il potenziamento di alcuni divieti: quello di accesso ai centri urbani per coloro che “risultino denunciati o condannati, anche con sentenza non definitiva nel corso dei cinque anni precedenti” per reati per cui è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza “commessi in occasione di manifestazioni”. Viene inoltre estesa la possibilità di perquisizione durante “manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico ed anche al fine di accertare l’eventuale possesso di strumenti o oggetti atti ad offendere”. La novità riguarda l’introduzione della possibilità per gli ufficiali e gli agenti di polizia di fare dei fermi per massimo dodici ore di persone ritenute “pericolose” durante manifestazioni in luogo pubblico o aperte al pubblico. Inoltre una manifestazione non comunicata o autorizzata dalla questura rischia una sanzione fino a ventimila euro, così come nel caso in cui modifichi i percorsi denunciati.
La tutela delle forze dell’ordine
Il Decreto Sicurezza 2026 prevede che il pubblico ministero non provveda all’iscrizione degli appartenenti alle forze dell’ordine nel registro delle notizie di reato quando il fatto è stato compiuto per legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi, stato di necessità. Si prevede inoltre la tutela legale per il personale delle forze di polizia, delle forze armate e del corpo nazionale dei vigili del fuoco. Le polizie straniere presenti sul territorio nazionale avranno maggiore libertà di portare e usare armi.
