Damien Hirst: la sua arte provocatoria

Damien Hirst: la sua arte provocatoria

Damien Hirst è noto in particolar modo per le sue opere provocatorie come i corpi di animali imbalsamati e immersi in formaldeide o il celebre teschio ricoperto di diamanti: il tema della morte è certamente al centro della sua opera spesso controversa. Le sue opere sono state spesso contestate dagli animalisti per il fatto che l’oggetto artistico della sua opera sia l’animale morto, polemica alla quale l’artista ha risposto affermando di aver sempre acquistato animali già morti.

Gli inizi di Damien Hirst

Damien Steven Hirst è un artista e imprenditore britannico capofila del gruppo artistico conosciuto come Young British Artists, ovvero YBAs.

Ripristinando la tradizione da Rembrandt a Chaim Soutine che dipinsero carcasse di buoi, l’artista insiste nel mostrare la brutalità della vita e la presenza della morte anche come occasione di rinascita, con esplicito e diretto riferimento all’influenza del filosofo Francis Bacon.

Nato Abristol il 7 giugno 1965, Hirst ha dominato la scena artistica britannica degli Anni Novanta: la sua ascesa è strettamente legata alla promozione da aparte del collezionista e pubblicitario anglo-iracheno Charles Saatchi, nonostante i frequenti e continui diverbi fra i due portarono alla fine della loro collaborazione nel 2003. Per la realizzazione dell’opera, dovette comprare uno squalo in Australia: cosa che fece contattando il pescatore di pescecani Vic Heslop che per seimila dollari tra cattura e viaggio glielo portò fino a Londra.

La poetica di Damien Hirst

Il manifesto della poetica di Damien Hirst può considerarsi a pieno titolo l’opera The Physically Impossibility of death in the mind of someone living, ovvero L’impossibilità fisica della morte nella mente di un essere vivente: l’opera consiste in uno squalo-tigre di oltre quattro metri posto in formaldeide dentro una vetrina, divenuta un simbolo dell’arte britannica degli Anni Novanta. La sua vendita, nel 2004, ha reso Hirst l’artista vivente più caro al mondo dopo Jasper Johns.

Un artista poliedrico

Damien Hirst è noto anche per le sue tecniche definite spin paintings, realizzate dipingendo su una superficie circolare in rotazione come un vinile sul giradischi, e spot paintings, consistenti in righe di cerchi colorati, spesso imitate dalla grafica pubblicitaria degli ultimi anni. La produzione seriale di questo tipo di opere consentì a Hirst di vendere direttamente al pubblico, scavalcando le tradizionali gallerie, attraverso aste milionarie e art-shop dedicati: iniziativa che consentì a molti privati e galleristi di appropriarsi di un pezzo “pret-à-porter” dell’artista britannico.

La sua arte poliedrica include anche la realizzazione di un video per il gruppo musicale Blur. la sua attività di imprenditore, invece, include anche l’apertura di un bar-ristorante Pharmacy, nel 1998, i cui arredi, una volta chiuso, vennero battuti all’asta. Hirst instaurò anche collaborazioni con celebri maison di moda.

Le opere di Damien Hirst

Le opere di Damien Hirst si incentra sul senso dell’esistenza e le prospettive della morte, che tenta di esorcizzare attraverso la medicina, la religione o l’esaltazione della materialità. Oltre al suo celebre squalo, le vetrine con i medicinali o le teche con le pillole esposte su fondi specchiati che rimandano l’immagine dell’osservatore, definiscono la venerazione verso questi rimedi contemporanei alla morte divenuti sostituti della religione.

Anche la religione è controversa nell’opera di Hirst: è il caso do oggetti sacri che vengono riproposti in trasposizioni carnali come il bue trafitto dai dardi di san Sebastiano o la Vergine partoriente di Holy Virgin, quasi scarnificata.

L’opera che più di tutte ha fatto conoscere Damien Hirst anche a chi non frequenta l’arte contemporanea è For the love of God, del 2007, il celebre teschio tempestato di diamanti.

L’interrogativo sul senso della vita appare per la prima volta nel 1990 nell’installazione A Thousand Years: una grande teca di vetro e ferro divisa in due ambienti, comunicanti attraverso alcuni fori. Da una parte, una testa di mucca grondante di sangue e una lampada antizanzare, dall’altra una incubatrice di larve di mosche: le larve si sviluppano in mosche che attratte dall’odore del sangue si spostano nell’altro ambiente, quindi si nutrono e, infine, muoiono fulminate dalla lampada. Opera, anche questa, che suscitò le proteste degli animalisti.

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