Artemis 2 in missione verso la Luna
La missione Artemis 2 verso al Luna è in orbita: giovedì 2 aprile, alle 00,35 dell’ora italiana, è partita la missione Artemis 2 che segna il ritorno sulla Luna a 54 anni dalla missione Apollo. Il razzo Space Launch System è stato lanciato da Cape Canavaral con 11 minuti di ritardo rispetto al programma e con a bordo della navetta Orion tre uomini e una donna: il comandante Reid Wiseman insieme a Victor Glover, primo uomo di colore a superare l’orbita terrestre, a Christina Koch, prima donna a orbitare intorno alla Luna, e Jeremy Hansen dell’Agenzia spaziale canadese Csa, primo non americano a spingersi così lontano nello spazio.
L’obiettivo della missione Artemis 2
L’evento storico, oltre mezzo secolo dopo la missione Apollo, ha l’obiettivo di testare mezzi e sistemi in vista dello sbarco sulla Luna, previsto entro il 2028. L’equipaggio a bordo si spingerà più lontano di qualsiasi essere umano abbia fatto in passato, con l’intenzione di raggiungere anche il lato più nascosto della Luna. Un team molto preparato, con competenze maturate in decenni di esperienza tra aviazione militare e missioni spaziali di lunga durata, destinato a entrare nella storia. Per una decina di giorni l’equipaggio lavorerà sulla navetta, alimentata da un modulo costruito dall’Agenzia Spaziale Europealla, in quanto non è previsto allunaggio.
Il lancio del razzo Space Launch System
La missione Artemis II verso la Luna è cominciata con il lancio del razzo Space Lauch System: dopo circa otto minuti dal lancio, i motori del primo stadio del razzo Sls si sono spenti con la successiva separazione dallo stadio superiore. In quel momento la navetta Orion ha dispiegato i suoi quattro pannelli solari per caricare le batterie e ha iniziato a navigare nello spazio con il suo equipaggio a bordo.
La navetta ha continuato a percorrere l’orbita intorno alla Terra per circa 50 minuti dopo il lancio, per poi arrivare nel punto più vicino alla quota di 160 chilometri e poi su un’orbita ellittica più alta, dove gli astronauti hanno potuto sperimentare i sistemi di bordo.
Orion batterà, così, il record di distanza di un equipaggio umano dalla Terra, che apparteneva all’Apollo 13, con 400.171 chilometri.
Da Apollo 17 ad Artemis 2
La missione Artemis II riporta oltre l’orbita terrestre un equipaggio dopo la conclusione della missione Apollo 17, avvenuta il 19 dicembre 1972, che all’epoca fu poco considerata dai media e dal pubblico, ma ricordata per più di mezzo secolo: “Chi se lo aspettava che passassero decenni fino alla successiva missione?”, affermò una volta Eugene Cernan, comandante di quella spedizione e ultimo uomo ad aver calpestato il suolo lunare. Cernan tuttavia resterà ancora per molto tempo l’ultimo uomo sulla Luna, perché Artemis 2 non prevede allunaggio: gira attorno e addirittura la supera fino a un massimo di 11mila chilometri, per rientrare nel Pacifico nove giorni dopo il lancio. Il primo allunaggio di Artemis è infatti previsto per il 2028, anzi: i cinesi non lo prevedono prima del 2029. Una decisione che ha riacceso il dibattito sulla nuova corsa alla Luna, e a cui la Nasa ha risposto che occorre, prima di tutto, sicurezza.
Artemis 2 e la capsula Orion
La capsula di Orion in cui si trovano gli astronauti è più grande e spaziosa di quella delle missioni Apollo: intanto ospita quattro anziché tre persone ed è attrezzata con apparati di bordo molto più evoluti; è inoltre in grado di viaggiare verso la Luna e ritorno in regime automatico, in quanto gli astronauti che devono solo governare il veicolo spaziale.
Su Orion è innovativo anche lo scudo termico di protezione per il rientro negli strati atmosferici della Terra: dopo la prima missione Artemis 1 senza equipaggio avvenuta nel novembre-dicembre 2022, vennero notati alcuni danni alla protezione dello scudo, motivo per cui il lancio di Artemis 2 è slittato gradualmente dal 2024 al 2026.
