David Hockney: la vita e le opere
David Hockney è morto l’11 giugno all’età di 88 anni, a poche settimane dal suo 89esimo compleanno. La notizia è stata data dalla sua storica addetta stampa Erica Bolton: l’artista si è spento serenamente nella propria abitazione. Nel comunicato diffuso attraverso la BBC e i principali media britannici Hockney viene ricordato come “una delle figure più importanti dell’arte contemporanea del XX e XXI secolo”.
L’artista celebre per i dipinti delle piscine
L’artista britannico divenuto celebre per i suoi quadri raffiguranti le piscine scintillanti di Los Angeles diventate vere e proprie icone del XX secolo è stato capace di farsi ammirare da milioni di persone in tutto il mondo che esaudivano nelle sue opere “un’aspettativa di piacere” come ha affermato lo storico Simon Schama in un saggio per la mostra di Hockney a Parigi nel 2025. Divenne presto uno degli artisti più amati del Regno Unito e le sue opere toccarono vendite record all’asta: il 16 novembre 2018 il suo dipinto Portrait of an Artist (Pool with Two Figures) venne battuto all’asta da Christie’S per la cifra record di 90,3 milioni di dollari, divenendo l’opera d’arte più costosa realizzata da un artista vivente, fino al 16 maggio 2019 quando la scultura Rabbit di Jeff Koons venne venduta 91,1 milioni di dollari.
David Hockney artista
David Hockney è nato il 9 luglio 1937 a Bradford, una grande città industriale nel nord dell’Inghilterra la cui principale attività economica era rappresentata dall’esportazione di tessuti di lana.
A Bradford trascorse la sua vita fino ai vent’anni, quando si trasferì a Londra per frequentare il Royal College of Art. Qui, prima ancora della laurea, nel 1961 venne accolto nella propria scuderia di artisti dal mercante d’arte John Kasmin. A Londra partecipò alla mostra Young Contemporaries, insieme a Peter Blake che preannunciò l’arrivo della Pop Art. A Londra sperimentò anche l’attività di scenografo, particolarmente intensa negli Anni Settanta con le scenografie de La carriera di un libertino nel 1974 per il Glyndebourne Festival Opera e nel 1978 per il Flauto Magico al Metropolitan Opera di New York. Nel 1994 disegnò anche i costumi per la Turandot andata in scena alla San Francisco Opera.
La vita privata
David Hockney era apertamente e dichiaratamente gay: la natura dell’amore omosessuale è stata più volte tema della sua opera: è il caso del dipinto We two boys together clinging del 1961, che prende il nome da una poesia di Walt Whitman. Al 1963 appartiene il quadro Domestic Scene, Los Angeles in cui vengono ritratti due uomini, dei quali uno lava la schiena all’altro.
Nel 1966, da docente all’UCLA, conosce Peter Schlesinger, uno studente d’arte che posava per ritratti e disegni, con il quale avviò una relazione amorosa.
David Hockney e la California
Seppure cresciuto anche artisticamente nel Regno Unito, Hockney ha vissuto la maggior parte della sua vita nel sud della California, sotto il sole di Los Angeles. Tornò in Europa in età matura, trovando ispirazione per le sue opere nelle colline boscose dello Yorkshire e poi anche nei campi della Normandia. Los Angeles lo emozionava, come lui stesso affermò nel 1979 in un’intervista al Los Angeles Times: “Mi emoziona ogni giorno. Londra ha molte parti oscure, mentre a Los Angeles non trovo mai nulla di triste”.
L’opera di Hockney
David Hockney è una delle figure più influenti e innovative del secondo Novecento e del XXI secolo: fu fotografo, pittore, incisore, disegnatore, scenografo e sperimentatore attraversano circa sessant’anni di storia dell’arte trasformando ogni nuova tecnologia in una nuova occasione per osservare il mondo da una prospettiva diversa. Pur essendo spesso associato alla Pop Art insieme a figure come Andy Warhol e Peter Blake, Hockney sviluppò un linguaggio personale fin dall’inizio, caratterizzata dall’interesse per la rappresentazione della vita quotidiana, dell’identità e delle relazioni umane.
La svolta avviene nel 1964 con il trasferimento a Los Angeles: la California con i suoi colori, il sole e le luci diventano fonte d’ispirazione per il suo immaginario. Fu così che nacquero alcune delle sue opere più celebri come A bigger splash e Portrait of an Artist (Pool with two Figures): dietro le sue piscine luminose e scintillanti si nascondevano in realtà riflessioni sulla solitudine, l’amore, la memoria.
