Viaggi in tempo di guerra
Viaggiare con la guerra in Medio Oriente sta diventando ogni giorno più complicato: spazi aerei chiusi, voli cancellati e tensioni in aumento nelle regioni circostanti stanno modificando anche il modo di viaggiare, e partire appare sempre di più un incognita.
Le conseguenze della guerra sui viaggi
La guerra in Medio Oriente sta pregiudicando il modo di viaggiare: ci sono infatti destinazioni in cui è sconsigliato andare e per chi non può proprio farne a meno è meglio che tenga bene a mente alcune cose prima di partire: nelle ultime settimane la situazione si è ulteriormente complicata in seguito all’aumento degli attacchi e delle operazioni militari in varie regioni.
I Paesi del Golfo coinvolti
Le conseguenze non sono solo la chiusura dello spazio aereo sopra Teheran, ma anche il traffico aereo instabile nei Paesi del Golfo: alcuni aeroporti di questi paesi costituiscono degli hub fondamentali per le destinazioni asiatiche. Purtroppo il lancio di missili sta causando chiusure temporanee con conseguenti cancellazioni e modifiche dei voli.
Gli Emirati Arabi Uniti, ad esempio, rappresentano uno degli hub più importanti per i collegamenti tra Europa, Asia e Oceania: pertanto le difficoltà riguardano non solo chi ha come meta il Medio Oriente, ma anche chi da lì deve fare scalo per raggiungere altre destinazioni più orientali.
I viaggi modificati dalle compagnie aeree
Le maggiori compagnie aeree internazionali oltre a monitorare costantemente la situazione hanno modificato i propri programmi operativi: Emirates, ad esempio, che ha il suo hub principale a Dubai, ha comunicato una riduzione temporanea dei voli e invita i passeggeri ad andare in aeroporto solo se in possesso di una prenotazione confermata.
Politiche di viaggio più flessibili arrivano anche da Etihad Airways, che nei confronti di passeggeri coinvolti in cancellazioni o modifiche delle prenotazione consente modifiche gratuite dei voli offrendo anche la possibilità di rimborsi.
Qatar Airways ha invece preferito sospendere temporaneamente alcune operazioni a seguito della chiusura dello spazio aereo.
I viaggi sconsigliati dalla Farnesina per la guerra
Considerata la situazione estremamente a rischio e in continuo aggiornamento, il Ministero degli Esteri invita i cittadini italiani alla massima prudenza indicando i Paesi a rischio.
Chi è in partenza deve far riferimento costante al portale Viaggiare Sicuri che la Farnesina aggiorna costantemente con le indicazioni per i viaggiatori. Il primo consiglio, tuttavia, è quello di evitare i viaggi non strettamente necessari che hanno come destinazione la regione dei Paesi del Golfo: Bahrein, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iran, Giordania, Israele, Kuwait, Liano, Oman e Qatar. In questi paesi l’instabilità della situazione militare può apportare modifiche o addirittura cancellazioni dei voli.
I viaggi più critici per la guerra in Medio Oriente
Fra i viaggi più a rischio per la guerra in Medio Oriente ci sono quelli che hanno come destinazione Iran, Israele, Iraq e Libano.
In Iran lo spazio aereo sopra Teheran è chiuso fino a nuovo avviso e ai connazionali presenti nel Paese la Farnesina raccomanda di limitare al minimo gli spostamenti, evitare luoghi di assembramento e installazioni militari e restare in contatto con l’Unità di crisi della Farnesina.
Stesse raccomandazioni per i connazionali in Israele: restare nelle vicinanze dei rifugi e seguire le indicazioni delle autorità locali.
In Iraq invece è totalmente sconsigliato qualsiasi viaggio, mentre in Libano la Farnesina consiglia di rimandare tutti i viaggi e di lasciare il Paese con i primi voli disponibili fino almeno a quando l’aeroporto di Beirut resta operativo.
Tuttavia eventuali chiusure degli spazi aerei o cambiamenti delle rotte possono avere conseguenze anche su mete come Maldive, India, Sri Lanka, Thailandia, Singapore, Malesia, Filippine o Australia.
I consigli per chi viaggia
Il consiglio generale resta quello di valutare con prudenza la programmazione dei viaggi, soprattutto se prevedono scali nell’area mediorientale. Chi ha già programmato un viaggio nelle prossime settimane dovrebbe verificare con attenzione lo stato dei voli e le eventuali restrizioni nei Paesi di transito.
