Rischio diabete e cancro: attenzione ai conservanti

Rischio diabete e cancro: attenzione ai conservanti

Rischio diabete e cancro: la scienza dice che un consumo elevato di conservanti è associato al rischio di diabete e cancro. Gli additivi che ritardano il deterioramento del cibo inciderebbero in maniera significativa su due malattie croniche della nostra epoca, quali il diabete e il cancro.

La relazione fra conservanti, diabete e cancro

Ad affermarlo è uno studio francese, pubblicato su Nature Communications e su BMJ, che per anni ha indagato le abitudini alimentari di oltre 100.000 persone riscontrando una relazione tra l’assunzione elevata di conservanti, generalmente molto diffuse nei cibi ultraprocessati, il diabete di tipo 2 e alcuni tumori come quello al seno e al colon – retto.

Lo studio sul rischio di diabete e cancro

Le analisi dello studio sul rischio di diabete e cancro sono durate quattordici anni e sono state condotte da un gruppo dell’Institut national de la santè et de la recherche agronomique, dell’Università Sorbona di Parigi, dell’Università Paris Cité e del Cnam nell’ambito del gruppo di ricerca sull’epidemiologia nutrizionale (CRESS-EREN).

Per quattordici anni, fra il 2009 e il 2013, gli studiosi hanno seguito le abitudini alimentari, la storia clinica, i dati socio-demografici e lo stile di vita di oltre 108.700 persone, che a loro volta hanno fornito resoconti dettagliati di quello che avevano mangiato nell’arco di 24 ore in diversi momenti dello studio, specificando anche il nome e la marca dei cibi confezionati consumati: in questo modo i ricercatori hanno potuto ricostruire con precisione ogni singola esposizione agli additivi alimentari, nello specifico ai conservanti.

Due tipi di conservanti a rischio diabete e cancro

Il gruppo di ricercatori ha individuato due categorie di conservanti a rischio di diabete e cancro: quelli non antiossidanti e quelli antiossidanti.

I conservanti antiossidanti sono ad esempio quelli che inibiscono la crescita dei batteri o ostacolano il deterioramento del cibo e rallentando i cambiamenti chimici; i conservanti antiossidanti sono invece quelli che ritardano la scadenza dei cibi eliminando o riducendo la quantità di ossigeno all’interno della confezione.

Questi conservanti in Europa sono riconoscibili dai codici riportati fra gli ingredienti: da E200 a E299 per quanto riguarda i conservanti non antiossidanti, da E300 a E399 per quanto riguarda i conservanti antiossidanti.

Attraversolo studio, nel corso dei quattordici anni, gli studiosi hanno riscontrato 1131 casi di diabete di tipo 2 con la seguente analisi: il consumo più elevato di conservanti in generale è stato collegato a un’incidenza aumentata di diabete di tipo 2 del 47%; quello di non antiossidanti del 49% e quello degli antiossidanti del 40%, rispetto ai più bassi livelli di consumo.

I conservanti a rischio diabete

Secondo gli studiosi i conservanti maggiore rischio di diabete sarebbero quelli non antiossidanti come sorbato di potassio (E202), metabisolfito di potassio (E224), nitrito di sodio (E250), acido acetico (E260), acetati di sodio (E262) e propionato di calcio (E282), e additivi antiossidanti come ascorbato di sodio (E301), alfa-tocoferolo (E307), eritorbato di sodio (E316), acido citrico (E330), acido fosforico (E338) ed estratti di rosmarino (E392). Si tratta di conservanti ampiamente utilizzati nei cibi processati. Alcuni di questi conservanti sono inoltre stati associati anche a una maggiore incidenza su alcuni tipi di tumori.

I conservanti a rischio cancro

Durante lo studio condotto nei quattordici anni, ben 4226 persone si sono ammalate di cancro, in modo particolare al seno, al colo-retto e alla prostata.

Tra i 17 conservanti considerati, 11 non sono risultati associati a cancro, così come non lo è stato il loro consumo totale. Ma un più elevato apporto di conservanti soprattutto antiossidanti (sorbato di potassio, metabisolfito di potassio, nitrito di sodio, nitrato di potassio e acido acetico) è stato associato a una maggiore incidenza di tumori rispetto a chi ne aveva consumato queste sostanze o comunque in quantità minori.

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